Sebbene abbiano pubblicato il loro album d’esordio “The Burden Of Empathy” soltanto oggi, i King No-One sono in realtà attivi già da diverso tempo. C’è chi ha avuto la fortuna di beccarli a suonare tra le strade delle più note città inglesi, chi in qualche locale, chi invece ha già ascoltato la loro musica su qualche piattaforma online. Il trio (un tempo quartetto) vanta difatti una vasta esperienza live e diversi singoli ed EP all’attivo, cosa che gli ha permesso di consolidare una fanbase piuttosto fedele nel corso degli anni. L’uscita del loro primo album ufficiale segna quindi sia per loro che per gli appassionati del gruppo un bel traguardo ed una grande soddisfazione.
Il disco, anticipato già da vari singoli, è un concentrato di 12 tracce in puro stile indie rock: chitarre e ritmi energici con una produzione moderna ma senza eccessivi fronzoli ed una forte carica emotiva, riscontrabile soprattutto nei testi profondi e maturi. Ad aprire l’album ci pensa “Some Kind Of Romance”, che suona un po’ come una dichiarazione d’intenti. E’ un crescendo emotivo che, pian piano, ci accompagna nel mondo dei King No-One. Seguono poi in questo ordine le già conosciute: “Turkey Dinosaurs”, “Scumbag”, “Manchester Rain”, “Blake” e “Transgressions”. Le prime due insieme a “Blake” e l’altro singolo “Note Boys” sono tra i loro pezzi più riconoscibili: ritornelli diretti, chitarre energiche e ritmo incalzante, perfette da suonare live. Non manca anche la nota ‘politica’ nel testo di “Scumbag”.
“Manchester Rain” si mostra, invece, più introspettiva. Il parlato della strofa si alterna a schitarrate psicotiche, per poi sbocciare completamente nella parte finale in cui si percepisce tutta l’urgenza emotiva e comunicativa della band. “Transgressions” si può considerare come la hit dell’album, la canzone da cantare a memoria ed a squarciagola durante i concerti, quella che fa ballare e che, inevitabilmente, ti rimane in testa. Insomma parliamo di un brano decisamente ‘azzeccato’. Nel complesso il disco scorre velocemente, alternando momenti più energici ad altri più riflessivi e malinconici come la ballad “Goodbye My Love” o commovente title track “The Burden Of Empathy”, vera perla dell’album. Decisamente degna di menzione è anche “Happy AF”.
Ciò che sicuramente funziona nei King No-One è la loro identità, chiara ancora prima della pubblicazione del loro album di debutto. I testi suonano sinceri e contemporanei e c’è un buon equilibrio tra pezzi più radio-friendly ed altri, invece, più profondi. Nel complesso, quindi, si tratta di un inizio decisamente promettente. Non resta che aspettare di capire che direzione prenderanno nel futuro e soprattutto vedere se i pezzi nuovi dal vivo hanno la stessa carica emotiva e la stessa energia di quelli precedenti.
In breve: 4/5
Tracklist:
- Some Kind Of Romance
- Turkey Dinosaurs
- Scumbag
- Manchester Rain
- Blake
- Transgressions
- The Burden Of Empathy
- Nosebleed
- Happy AF
- Goodbye My Love
- Note Boys
- Decent Human Beings
