Che i Kasabian non siano più gli stessi di un tempo è ormai un dato di fatto. La band aveva già pubblicato due album dopo la separazione dallo storico cantante Tom Meighan avvenuta nel 2020. Il 4 settembre è arrivato il nuovo lavoro, “Act III”, che come già lascia evincere il titolo vuole rappresentare un po’ un nuovo capitolo per il gruppo. La band difatti non sembra voler guardare indietro al passato, piuttosto punta all’andare avanti con la nuova guida di Serge Pizzorno. Il risultato? Il sound è diventato più vicino a quello del progetto solista di quest’ultimo (The SLP) che a quello storico dei Kasabian, senza tuttavia modificarsi del tutto.
La band di Leicester sembra aver acquisito una nuova sicurezza. Le chitarre, le sonorità che strizzano un po’ l’occhio alla psichedelia ed i ritornelli ‘catchy’ e ripetitivi non sono stati abbandonati ma non sono l’unico elemento caratterizzante del nuovo album. Molto, difatti, sembra ruotare intorno alla voce di Pizzorno. Il passaggio ad una nuova fase dei Kasabian lo riassume perfettamente “Soulmate”, brano che apre il disco dopo una breve intro strumentale e che sembra segnare un vero e proprio passaggio tra i vecchi Kasabian ed i nuovi. Seguono le già note “Hippie Sunshine” e “Superpowers”, classici pezzi da stadio, dal ritmo energico e dal ritornello che entra immediatamente in testa. Per chi ha avuto la fortuna di vederli live, quello che non manca alla band è proprio l’energia.
E se questa pare puntare su pezzi più ballabili e ‘festaioli’ (“Nothing Better Than This” tanto per citarne uno), non mancano anche parentesi più riflessive. Ne è l’esempio perfetto l’interessante “Great Pretender”, probabilmente il brano più riuscito dell’album perché capace di racchiudere in sé le due anime dei Kasabian, quella più emotiva e quella più potente. In questa direzione sembra andare anche “Silver Apple Eyes”, che assieme alla precedente riescono a rendere il disco non soltanto un susseguirsi di tormentoni da suonare ai festival. E dopo una sezione intermedia dalle tinte più nostalgiche, nella parte finale dell’album torna l’energia tipica della band. Con “Glide” predomina il lato elettronico mentre con “Hyper//Rising” fuoriesce il loro animo più rock. Chiude l’emotiva “Say You (Closer)”, che lascia l’album quasi come sospeso.
La presenza degli interludi, poi, non dà l’impressione di essere casuale. Gli intermezzi musicali sembrano difatti quasi voler spezzare l’album in tre capitoli diversi (ricorrente quindi ancora una volta il numero tre). In definitiva, forse, “Act III” si può definire uno dei lavori migliori dalla separazione con Tom Meighan. La band non prova a replicare quanto fatto agli esordi, sembrando invece riuscire a trovare un punto d’incontro tra ciò che erano e quello che sono adesso. Con il nuovo album i Kasabian dimostrano di avere ancora qualcosa da dire e, soprattutto, propongono brani pensati per essere suonati soprattutto dal vivo. Ancora una volta Serge e compagni invitano gli ascoltatori ad alzare semplicemente il volume e lasciarsi trasportare dalla musica.
In breve: 3.5/5
Tracklist:
- quiet on set please 1m9
- SOULMATE
- Hippie Sunshine
- SUPERPOWERS
- GREAT PRETENDER
- NOTHING BETTER THAN THIS
- mind palace 2m7
- SILVER APPLE EYES
- THE GURU AND THE CRYPTO TIME MACHINE
- npc 3m12
- GLIDE
- HYPER//RISING
- SAY YOU (CLOSER)
