I Suede sono arrivati al loro attesissimo decimo album in studio, “Antidepressants”, prodotto dallo storico produttore della band Ed Buller e presentato in anteprima assoluta durante un esclusivo show al Southbank Centre di Londra. Con questo nuovo lavoro il gruppo ha dimostrato ancora una volta di non essere confinabile solo all’interno dell’etichetta ‘britpop’ ma di essere qualcosa di molto di più. Filo conduttore delle sue 11 tracce è la felicità sintetica degli antidepressivi, così come si può evincere dal titolo stesso e raccontata alla perfezione nella title track “Antidepressants”. Le nuove canzoni sprigionano tutta l’energia e l’urgenza tipiche dei loro concerti e la creatività del quintetto londinese si è spinta oltre ogni limite, portandoli a sperimentare costantemente e mettere alla prova sé stessi. Una prova ampiamente superata.
Già con l’open track, “Disintegrate”, pubblicata come primo singolo, la band dimostra una volontà di giocare con il proprio sound e si consacra come un’ ‘outsider’ del britpop. I Suede mescolano elementi già familiari come la struttura melodica, il ritmo incalzante e duro della batteria e la voce parlata di Brett Anderson ma con una tendenza all’introspezione sempre maggiore e numerose metafore. L’euforica “Dancing With The Europeans”, da oggi in rotazione in radio, mostra alcune somiglianze con i compagni di tour Manic Street Preachers. Non si tratta dell’unica influenza. Si percepiscono difatti numerosi riferimenti musicali, dal Bowie dell’epoca berlinese alla new wave dei primi Simple Minds. I Suede puntano su suoni ruvidi ed essenziali che fanno da tappeto alla voce di Anderson che suona bassa, profonda, a tratti viscerale.
Sebbene vi sia la tendenza verso un sound più cupo, non mancano momenti più tipicamente ‘britpop’ e dalle sonorità maggiormente allegre e fresche come in “Sweet Kid” e “Broken Music For Music People”, quest’ultimo tra i brani migliori del disco. C’è spazio anche per momenti più intensi, melodici ed introspettivi come nella malinconica, a tratti claustrofobica, “Somewhere Between An Atom And A Star” dove la voce in falsetto di Anderson e le chitarre del ritornello sembrano riuscire davvero a trasportare l’ascoltatore tra le stelle. Nella parte finale dell’album troviamo “Criminal Ways” con le sue chitarre psicotiche e la batteria in primo piano, la più cupa “Trance State” in cui un basso stile new wave fa da padrona e la più dolce atmosferica “June Rain”. A chiudere il circolo è “Life Is Endless, Life Is A Moment” che suona quasi come una messa solenne.
Con “Antidepressants” i Suede sembrano continuare una storia iniziata già nel precedente “Autofiction”. La band sembra difatti voler continuare ad esplorare le contraddizioni e le difficoltà della vita. I testi si mostrano maturi, spesso crudi, parlando della realtà di tutti i giorni senza la volontà di consolare ma più con l’intento di fornirci gli elementi per affrontarle. Si potrebbe definire questo lavoro come un album ‘dark’ ma più che nelle sue sonorità nei suoi contenuti o come direbbero stesso i Suede ricco di “musica rotta per persone rotte”.
In breve: 3.5/5
Tracklist
- Disintegrate
- Dancing With The Europeans
- Antidepressants
- Sweet Kid
- The Sound And The Summer
- Somewhere Between An Atom And A Star
- Broken Music For Broken People
- Criminal Ways
- Trance State
- June Rain
- Life Is Endless, Life Is A Moment
