Ci sono almeno tre buoni motivi per amare i Mystery Jets. Il primo è sicuramente il fatto che la band sia stata fondata da un padre e da un figlio, legati da un profondo legame e che condividono la passione per la musica. Il secondo è la voce inconfondibile di Blaine Harrison, capace di arrivare dritta al cuore di chi l’ascolta. L’ultimo, ma non per importanza, è il carico emotivo presente in ogni loro singola canzone. Dopo diversi cambi di formazione (che al momento conta gli storici Blaine Harrison e Kapil Trivedi ed i nuovi acquisti Ollie ed Edward Felix Taylor), la band ha recentemente pubblicato il suo ultimo album “A Hole To See The Sky Throgh”.
Il titolo è ispirato all’opera concettuale di Yoko Ono, una cartolina bianca con un foro attraverso cui guardare il cielo, che la band ha utilizzato anche come copertina. Ad aprire il disco ci pensa proprio la title track, che suona immediatamente come una dichiarazione d’intenti da parte del gruppo. Si tratta di una ballad contemplativa, dalle tinte malinconiche e dal sound più psichedelico rispetto ai Mystery Jets prettamente indie rock degli inizi. Curioso come la band abbia scelto di aprire e chiudere l’album con due parti dello stesso brano, quasi come se volesse creare una sorta di cornice per il loro mondo sonoro il cui filo conduttore è quello della ricerca di una via d’uscita dal caos del mondo, dalla solitudine, dal lutto e dalla routine.
Il disco alterna momenti di rock più ruvido ed energico (il singolo “Black Sage” ne è un ottimo esempio) ad altri decisamente più intimi e nostalgici (“Long Lonely Road” e “Soul River” su tutte, dedicata alla scomparsa di un amico). E’ proprio nelle ballad che la band riesce a dimostrare al meglio la propria essenza. Come detto, uno dei punti di forza dei Mystery Jets è proprio il carico emozionale delle loro canzoni. La band non manca tuttavia di sperimentare. In “God Rays” e “Anaglypta” ci porta difatti verso una dimensione più psichedelica, quasi visionaria.
Nel complesso “A Hole To See The Sky Through” segna un ritorno riuscito. L’identità della band è sempre molto forte. Le loro canzoni suonano malinconiche, emotivamente coinvolgenti, ma senza mai arrivare ad essere deprimenti. Forse non si tratta del loro album migliore, tuttavia può sicuramente crescere con gli ascolti. Quello che colpisce dei Mystery Jets è la loro voglia di costruire ogni disco intorno ad un’idea, ad un filo conduttore di base. Insomma si ha la sensazione di stare ascoltando una storia e non una semplice raccolta di canzoni.
In breve: 3.5/5
Tracklist:
- A Hole To See The Sky Through I
- Black Sage
- Doomsday Waltz
- Godrays
- Flea Joint
- Long Lonely Road
- Soul River
- Anaglypta
- A Hole To See The Sky Through II
