Elias Rønnenfelt – Auditorium Novecento – Live Report

Elias Rønnenfelt – Auditorium Novecento – Live Report

Ieri sera, sabato 30 novembre, l’Auditorium Novecento di Napoli ha ospitato Elias Rønnenfelt, leader della band post punk danese Iceage. Elias ha da poco pubblicato un album come solista, “Heavy Glory”, e si trova attualmente in giro per l’Europa per promuovere le sue nuove canzoni. Quale modo migliore quindi per l’Auditorium Novecento di terminare gli eventi previsti per il mese di novembre se non chiamando un’icona del rock alternativo come Rønnenfelt? Ad aprire il concerto è stata la band italiana Dead Rituals, seguita da Riccardo Nicolello che ha letto al pubblico presente in sala alcune poesie. Una perfetta introduzione per lo show di Elias, iniziato con giusto qualche minuto di ritardo rispetto all’inizio previsto per le 23.00.

Rønnenfelt ha raggiunto la sua postazione passando in mezzo ai presenti, lasciando intendere fin da subito l’atmosfera intima e conviviale dell’evento. La sala era piena, tra persone sedute ed altre in piedi sul retro. L’età del pubblico era molto variegata: dai giovanissimi che hanno avuto modo di conoscere la musica di Elias soltanto più recentemente ad una platea più adulta. Se c’erano tantissimi amanti del genere e fan storici degli Iceage, non è mancato anche chi non conosceva il repertorio di Rønnenfelt e si è ritrovato lì per curiosità o perché abituale frequentatore del locale, innamorandosi poi delle canzoni cantate da Elias una volta ascoltate dal vivo. Quest’ultimo ha imbracciato da subito una chitarra acustica, dimostrando come a volte non servano grandi formazioni per dar vita ad un meraviglioso show. Sono bastate la sua chitarra e la sua voce per riuscire a far breccia nel cuore del pubblico.

Elias ha coinvolto fin da subito, incantando i presenti con la sua voce potente, malinconica e a tratti struggente. Il leader degli Iceage, nei suoi abiti bohemienne, incarna un po’ il personaggio del poeta romantico e a tratti maledetto, cantando dell’amore, dei suoi viaggi e delle sue esperienze personali. Dopo la dedica di “Like Lovers Do” ad una sua vecchia ragazza proprio di Napoli, Rønnenfelt ha posato la chitarra per iniziare a cantare su base. Staccato il microfono dall’asta è andato tra il pubblico, muovendosi al ritmo delle sue stesse canzoni, recitandole ed interpretandole tra movimenti delle mani ed espressioni facciali.

L’artista ha poi terminato il suo show ringraziando i presenti in sala che hanno tuttavia chiesto un bis. Elias quindi ha concesso un encore di tre brani, recuperando anche vecchi pezzi degli Iceage eseguiti in acustico. I suoi fan, tuttavia, non si sono accontentati! Gli è stato difatti chiesto un secondo bis e poi ancora un terzo. Ogni volta Rønnenfelt ha risposto con il sorriso e ringraziando, imbracciando nuovamente la chitarra e donando al suo pubblico una nuova canzone fino alla fine dello spettacolo (questa volta definitiva e senza bis ulteriori). Dopo lo show il cantante si è anche concesso ai propri fan, fermandosi a scambiare qualche chiacchiera con loro fuori il locale tra foto ed autografi, mostrandosi così anche particolarmente disponibile ed alla mano.

L’evento ha dimostrato come, talvolta, non servano grandi stadi o grandi palchi per dar vita ad un grande show, ricordando un po’ la bellezza dei piccoli club, quelli dove ancora si fa musica e si scommette anche sugli emergenti, quelli che ti permettono di scoprire nuovi artisti ed innamorartene, dove la musica e la poesia sono ancora vive e si respirano soltanto entrandovi. L’Auditorium Novecento incarna per Napoli proprio questo: un piccolo paradiso nel centro storico della città, dove l’arte è presente più forte che mai e dove si promuove l’amore per la musica.