Chi non è nato negli anni ’80 ha avuto modo di vivere quell’epoca soltanto attraverso i racconti dei propri genitori o fratelli più grandi, attraverso la musica o il film cult di quegli anni, riuscendo però a farsi soltanto un’idea sommaria di quello che erano realmente. Ieri sera, con il concerto degli Europe all’Arena Flegrea di Napoli per il Noisy Naples Fest, anche chi appartiene a generazioni postume è riuscito a tornare indietro nel tempo e a toccare per un attimo quegli anni caratterizzati da capelli cotonati, giubbotti di pelle e musica glam rock. Gli Europe in fondo ne incarnano perfettamente lo spirito e, in qualche modo, sono gli anni ’80 stessi.
Lo show, iniziato puntualissimo alle 21.30, ha attirato in loco non solo fan storici che hanno vissuto il momento cult della loro carriera ma anche ragazzi più giovani che hanno avuto modo di conoscere la loro musica soltanto successivamente. A come Joey Tempest e compagni hanno fatto il loro ingresso sul palco sulle note di “On Broken Wings” è come se lancette fossero tornate indietro. In fin dei conti la band non ha perso la sua originaria energia e non ha nulla da invidiare ai gruppi metal o hard rock più recenti. La loro musica suona potente, coinvolgente. Il frontman si è mostrato pieno di vitalità, salendo su panchine, saltando e correndo da una parte all’altra del palco. E’ quindi venuto un po’ di conseguenza che tutto il pubblico si sia alzato in piedi per ballare e cantare a squarciagola i loro brani.

Non sono mancati anche momenti di maggiore intensità, come durante le ballad “Sign Of The Times” e “Carrie”, in cui tutta l’arena ha intonato il nome di Carrie durante il ritornello mentre Tempest allungava il microfono in direzione delle prime file. Da segnalare anche la simpatia della band. Più volte Joey si è rivolto al pubblico parlando in italiano e addirittura in napoletano, commentando spesso il calore dei presenti con frasi come “Quanto siete belli” o con la tipica espressione napoletana “Che cazzimma!”. Il gruppo ha anche suonato un bellissimo omaggio alla città di Napoli in cui si è visto il frontman imbracciare una chitarra acustica. Il finale, poi, non poteva essere meglio di così: dopo aver gasato il pubblico con “Cherokee” ecco partire l’intro inconfondibile di “The Final Countdown”. Inutile dire che tutta l’arena ha cantato e saltato insieme a Joey Tempest.
A prescindere dal fatto se si sia amanti del genere o meno, andare ad un concerto degli Europe è un’esperienza che si consiglia di fare almeno una volta nella vita. Assistere ad un loro live non solo è un boost d’energia pazzesco ma è anche un vero e proprio viaggiare nel tempo. Per chi vuole assaporare gli anni ’80 o riviverli nel caso di chi ha avuto la fortuna di esserci nato è difatti un ottimo espediente.
