Spacey Jane – If That Makes Sense

Spacey Jane – If That Makes Sense

Negli ultimi anni l’Australia sta dimostrando di avere una scena musicale alternative rock molto fiorente. Gli Spacey Jane sicuramente fanno parte di quei gruppi da tenere sott’occhio. Influenzati da sonorità tipiche del britpop, la band è arrivata ormai già al suo terzo album, solitamente un po’ il giro di boa. E’ difatti il momento in cui si inizia un po’ a capire che direzione stia prendendo un determinato artista ed è l’album che ne consacra o meno l’importanza. Con “If That Makes Sense” sicuramente gli Spacey Jane hanno superato l’esame a pieni voti.

Un’intro musicale ci trasporta immediatamente nel mondo degli Spacey Jane, lasciando immediatamente percepire atmosfere sognanti ed immersive. Dalla sua coda nasce “Through My Teeth”, prima vera traccia dell’album e già scelta dalla band come singolo. Si tratta di un brano nello stile a cui ci hanno sempre abituato: ritornello orecchiabile ed accordi vibranti che rimangono in testa. Non da meno è l’ultimo singolo condiviso dalla band “Whateverrr”, che richiama il titolo di una canzone degli Oasis ma con più r. In effetti influenze Gallagheriane un po’ si percepiscono, un po’ come altre band della scena alternativa australiana (i DMA’s giusto per citarne una). Azzeccata la scelta del coro nel ritornello, facilmente ricordabile. Il primo singolo “All The Noise”, più rockeggiante, mantiene alta l’asticella. Chitarra ruggente, batteria rimbombante, ritmo incalzante e ballabile: tutti elementi che messi insieme creano la formula perfetta per un brano indie rock.

Non mancano momenti più sognanti e malinconici, come nelle più lente “Estimated Delivery”, “Ily The Most”, “Impossible To Say” e “How To Kill Houseplants”. Queste ultime sembrano completarsi a vicenda, come se una fosse il continuo dell’altra. “I Can’t Afford To Lose You” è invece una traccia agrodolce, con un ritornello devastante e una batteria vigorosa e ritmata che la rendono una delle canzoni migliori dell’album. “So Much Taller” è la prova che ad influenzare gli Spacey Jane non sono solo il britpop e l’alternative rock ma anche sonorità più soul. Interessante la contrapposizione tra il pessimismo del testo e l’allegria della melodia. Nel sound ricorda forse un po’ “Falling Apart”. Degna di menzione – soprattutto da un punto di vista chitarristico – è anche “The More That It Hurts”, in cui si percepiscono ancora altre influenze. Nello specifico suona come un brano anni 90. Chiude “August”, chiusura perfetta di un album che riesce a catturarti fin dalla prima nota.

Nel complesso si può affermare con certezza che gli Spacey Jane non sbagliano un album. Fino ad ora, difatti, ci hanno sempre abituati a standard altissimi. Forse proprio questo avrebbe potuto in qualche modo creare aspettative troppo alte e rivelarsi un’arma a doppio taglio. La band australiana, invece, ha dimostrato di non deludere mai le aspettative dei suoi ascoltatori, confermandosi una tra le più interessanti del panorama musicale attuale.

In breve: 4.5/5

Tracklist:
  1. Intro
  2. Through My Teeth
  3. Whateverrr
  4. All The Noise
  5. Impossible To Say
  6. How To Kill Houseplants
  7. I Can’t Afford To Lose You
  8. So Much Taller
  9. The More That It Hurts
  10. Estimated Delivery
  11. Falling Apart
  12. Ily The Most
  13. August