Stereophonics – Make ‘Em Laugh, Make ‘Em Cry, Make ‘Em Wait

Stereophonics – Make ‘Em Laugh, Make ‘Em Cry, Make ‘Em Wait

Gli Stereophonics fanno parte di quelle band che hanno segnato un’intera generazione, tra le più influenti dell’ondata britpop. Dopo numerosi successi ed una parentesi caratterizzata da sonorità più vicine al pop che al rock, il quartetto gallese è tornato con il suo tredicesimo album in studio. Dal titolo lunghissimo “Make ‘Em Laugh, Make ‘Em Cry, Make ‘Em Wait” segna il loro ventottesimo anno di carriera ed un mix tra diversi stili. Non manca tuttavia la loro impronta, caratterizzata anche dal timbro immediatamente riconoscibile del frontman Kelly Jones.

L’uscita dell’album è stata anticipata da un paio di singoli, “There’s Always Gonna Be Something” e “Seems Like You Don’t Know Me”. Si tratta di due brani in perfetto stile Stereophonics, che non si discostano particolarmente dalle sonorità solitamente proposte dalla band (soprattutto negli ultimi anni). Fin da subito, quindi, sono chiare le premesse del loro nuovo lavoro: un disco principalmente destinato agli affezionati, senza troppi tentativi di sperimentazione. A fare da open track è “Make It On Your Own” , traccia introdotta da un trionfo di chitarre ed archi e che ricorda un po’ i lavori di un’altra band gallese, ovvero i Manic Street Preachers.

Con “Colours Of October”, una malinconica ballad piano, chitarra acustica e voce, gli Stereophonics confermano ancora una volta la loro capacità di emozionare gli ascoltatori. Si tratta della classica traccia durante la quale ai concerti si mostrano gli accendini. Su un mood similare è anche “Backroom Boys”, altra ballad dalle sonorità fresche. Dopo momenti più introspettivi non manca una parentesi più rock con “Eyes Too Big For My Belly”, caratterizzata da un sound più grezzo. Dalle sonorità più countryggianti, invece, è “Mary Is A Singer” che mostra comunque una certa capacità di spaziare, sebbene non discostandosi mai troppo dalla propria essenza. Chiude “Feeling Of Falling We Crave”, non troppo distante nello stile dalla precedente. Una fine calma, malinconica e romantica che sembra accarezzare ed avvolgere l’ascoltatore, accompagnandolo fino all’ultima nota del disco.

Nel complesso “Make ‘Em Laugh, Make ‘Em Cry, Make ‘Em Wait” è un buon album, anche se non presenta nulla di particolarmente diverso rispetto a quello a cui la band gallese ci ha da sempre abituati. Sicuramente è un disco che gli amanti del britpop e degli Stereophonics adoreranno, tuttavia rischia di faticare un po’ di più a raggiungere anche un’altra tipologia di ascoltatori. Una cosa è però certa: gli Stereophonics rimangono tra le band più influenti ed importanti della scena britpop ed alternative rock degli anni ’90 e 2000.

In breve: 3.5/5

Tracklist:
  1. Make It On Your Own
  2. There’s Always Gonna Be Something
  3. Seems Like You Don’t Know Me
  4. Colours Of October
  5. Eyes Too Big For My Belly
  6. Mary Is A Singer
  7. Backroom Boys
  8. Feeling Of Falling We Crave