La giovanissima Greta Grida ha da poco pubblicato il suo nuovo singolo “Tutto”, una canzone che parla di quanto possano essere paradossali a volte le relazioni umane. In occasione della sua uscita noi di Rockoon abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con la cantante che ci ha spiegato meglio com’è nato il pezzo. Greta, inoltre, ci ha rivelato cosa ne pensa del panorama musicale italiano attuale e di come lei stessa vive le relazioni.
Ciao Greta, benvenuta su Rockoon. Per prima cosa come stai?
Ciao! Sto bene, devo dire che non ho nulla di che lamentarmi, anzi, sono emozionata per questa nuova uscita.
E’ da poco uscito il tuo nuovo singolo “Tutto”. Ti andrebbe di parlarci un po’ del pezzo?
“TUTTO” nasce dalla riflessione su quanto possa essere paradossale una relazione in cui si promette il mondo ma, alla fine, non si dà nulla. Nel ritornello ci sono quei versi “per te farei di tutto / tutto tranne tutto/ perché quando ho dato tutto / poi è finito tutto” che racchiudono bene il senso del pezzo: l’idea che mettersi a nudo, dare il meglio di sé e investire nella coppia spesso porti solo allo stesso epilogo, cioè alla fine. C’è un’ironia amara dietro, che vuole anche raccontare l’apatia del nostro tempo: viviamo in una società che scarta tutto ciò che non è perfetto, anche se ha solo una minima imperfezione, per passare subito a qualcos’altro.
La canzone parla dei legami affettivi, in particolare di un rapporto in cui ci si promette tutto ma senza poi dare nulla. Come pensi sia cambiato il modo di vivere i rapporti umani rispetto ad anni fa?
L’idea che mi sono fatta è che non ci si impegni proprio più: lo vedo anche su di me. Siamo troppo abituati ad avere tanto e subito, ci annoiamo molto più velocemente delle cose e vogliamo sempre di più. Questa cosa si riflette inesorabilmente anche nei rapporti umani: non si prova più a riparare qualcosa che si è rotto, si cerca subito il modello successivo per sostituirlo.
Si tratta di un testo autobiografico? Ti è mai capitato di trovarti in un rapporto simile?
Chiaramente il testo è molto esagerato e onestamente non mi è mai capitato di essere così cattiva nella vita reale, Greta Grida alla fine è un personaggio, si può dire però che tutte le mie relazioni siano finite perché dopo un po’ mi sono annoiata e non ho fatto più nulla per recuperare il rapporto, il sentimento si è semplicemente spento.
Tu sei giovanissima. Quando ti sei avvicinata al mondo della musica?
Fin da bambina: papà è un bassista e mio fratello maggiore ha da subito iniziato a suonare la batteria, era inevitabile che avrei fatto qualcosa con la musica anch’io.
Il tuo nome d’arte è Greta Grida. Come mai questa scelta?
Beh, perché Greta Grida non canta.
Quali sono i tuoi ascolti musicali e gli artisti che ti hanno maggiormente influenzata?
Ascolto tutto il rock senza discriminazioni, ma direi che le mie influenze sono più su artisti di vari generi e periodi, in particolare citerei Avril Lavigne, le Nova Twins e Ashnikko.
Cosa ne pensi della scena musicale italiana attuale?
C’è tanto schifo, ma ci sono anche piccole perle. In generale però mi piacerebbe che si tornasse ad una produzione musicale per esigenza espressiva rispetto che per business.
E’ vero che per una donna è più difficile emergere nel mondo della musica?
Io credo di sì, ma non per un fatto di discriminazione, che è comunque presente: io credo che sia più facile per il pubblico affezionarsi più ad un artista uomo, perché gli uomini riescono ad identificarsi e le donne se ne innamorano. Mi rendo conto sia un discorso del cazzo ma ne sono fermamente convinta.
Ultima domanda. Ti andrebbe di lasciare un messaggio ai nostri lettori per convincerli ad ascoltare la tua musica?
Non credo che esistano parole più convincenti di un live per far affezionare il pubblico, quindi se alla prima data che presento volete fare un salto, a me fa più che piacere! Ci sfondiamo.
