Intervista – Le Lame

Intervista – Le Lame

In occasione dell’uscita del loro nuovo album “Prenditi Un Attimo”, pubblicato venerdì 28 marzo, noi di Rockoon abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con i Le Lame. La band ci ha raccontato qualcosa in più sul disco, con un’analisi profonda della generazione a cui è rivolto: quella dei millennials. Il gruppo ci ha rivelato cosa significa per loro essere un millennial oggi e ci ha parlato dell’importanza di “prendersi un attimo” per riflettere prima di andare avanti.

Ciao e benvenuti su Rockoon, come state?

Alla grande, anche perché stiamo suonando molto dal vivo ultimamente e questo ci rende contenti.

Direi di partire dall’inizio. Come vi siete conosciuti ed avete iniziato a fare musica insieme?

E’ nato tutto per caso. Ci siamo conosciuti grazie a degli amici in comune, perché una volta (sarà stato il 2010) in occasione di un festival c’era bisogno di una band che proponesse delle cover indie-brit rock, perciò decidemmo di suonare insieme solo per quella volta. La storia racconta che non abbiamo suonato insieme solo quella sera…

Come mai la scelta del vostro nome Le Lame?

Il nome “Le Lame” nasce a Bologna dopo un momento preciso, forse un attimo di felicità, vissuto davanti a Porta Lame. Ci limitiamo a raccontare questo senza dire mai cos’è successo veramente, perché ci piace lasciare un sano alone di mistero su questa storia.

Il 28 è uscito il vostro nuovo album “Prenditi un attimo”, come vi sentite a riguardo?

L’uscita dell’album ci dà la carica per suonare finalmente dal vivo i nuovi brani durante i nuovi concerti in arrivo. E poi non vedevamo l’ora di svelare tutti i pezzi, perché, essendo questo un concept album a tutti gli effetti, è importante che i nostri ascoltatori possano averli tutti disponibili per una visione completa.

Cosa devono aspettarsi gli ascoltatori dal disco?

Il nuovo album parla di noi ma anche di voi, ne siamo certi. Sicuramente possiamo dire che è un disco con pezzi di vario tipo. Le canzoni, anche se legate dal nostro stile, sono diverse tra loro, quindi crediamo che gli ascoltatori non si annoieranno.

Il vostro nuovo album è rivolto soprattutto ai millennials. Cosa ne pensate di questa generazione e quanto pensate sia difficile essere trentenni oggi?

La nostra generazione è senza dubbio una generazione che ha vissuto in pieno la transizione degli ultimi tempi. Come diciamo spesso, anche se sembra una piccolezza, “sappiamo usare la tastiera, ma anche il touch screen”. Questo significa che ci sentiamo un po’ nel mezzo, a tratti allineati ai nostri cari boomer a tratti comprensivi nei confronti dei gen Z. Detto ciò, pensiamo che sia molto difficile essere dei millennials oggi, perché sentiamo il bisogno di guardare avanti, ma allo stesso tempo siamo anche dei nostalgici. Detto ciò, dobbiamo fare in modo che questo dualismo sia un nostro punto di forza.

Nelle nuove canzoni toccate diverse tematiche, tra cui quella del lavoro. Quant’è complicato inserirsi nel mondo del lavoro oggi? E’ vero che prima era più facile come si dice?

Domanda difficile, ma interessante! Mettiamola così: prima era sì più semplice iniziare un percorso lavorativo, ma comunque non c’erano gli strumenti che oggi rendono tutto più accessibile. Parlando invece di lavoro collegato alla sensibilità della persona, possiamo dire che la continua ricerca delle performance può essere logorante e alcune volte può creare dei “mostri”.

Anche il titolo “Prenditi un attimo” mi sembra un invito a prendersi i propri tempi, a non fare a gara con gli altri, a fermarsi, riflettere e poi ripartire. E’ quello che volevate esprimere?

Indubbiamente, infatti la canzone è partita proprio dal concetto di downshifting, che è alla base del tema affrontato nel brano che dà il nome all’album. “Prenditi un attimo” è forse il consiglio più importante che ci sentiamo di dare a chi ci ascolta e a chi ci ascolterà. E’ importante prendersi cura di se stessi per il proprio benessere fisico e mentale, che sicuramente gioverà anche agli altri. Solo dopo essersi presi un attimo (forse anche più attimi) saremo in grado di affrontare la vita di tutti i giorni.

La open track dell’album s’intitola “Supereroe”. Chi pensate siano i veri supereroi oggi?

Il Supereroe di oggi è la persona normale, che deve superare gli ostacoli della vita in delle giornate che molto spesso sono da affrontare un po’ come delle missioni. Quindi sapere come risolvere le situazioni complicate che ci si pongono davanti nel 2025 è un vero e proprio superpotere.

Avete iniziato anche un tour per promuovere il nuovo album. Per adesso qual è stata la reazione del pubblico alle nuove canzoni?

Sinceramente chi ci segue rimane sempre colpito in positivo dai nostri live, perché è sul palco che diamo il nostro meglio. In tanti ci hanno fatto capire che secondo loro i nuovi brani del disco ce li vedono addosso un po’ come una seconda pelle. Vedere i nostri “seguaci” contenti sotto il palco ci rende veramente fieri.

Come pensate si sia evoluto il vostro sound dal primo album ad oggi?

Pensiamo che ci sia un abisso tra il nostro primo lavoro e il nostro ultimo album. Nel 2016 avevamo un’attitudine più dark, forse perché era il vestito che volevamo avere all’epoca, ma senza dubbio il sound di ora è quello che ci rappresenta meglio e che ci piace di più (al momento, sia chiaro, perché la musica è un continuo divenire).

Ultima domanda. Vi andrebbe di lasciare un messaggio ai nostri lettori per convincerli ad ascoltare il vostro nuovo album?

Il nostro messaggio è molto semplice: prendetevi un attimo.