“21st Century Fiction” dei The Amazons è stato forse uno degli album più attesi di quest’anno. Anticipato da alcuni singoli e con la collaborazione dei Royal Blood nella traccia “My Blood”, il nuovo lavoro della band segna un ritorno alle origini. Il trio di Reading sembra difatti aver abbandonato un po’ le sonorità più pop dell’album precedente, prediligendo invece un sound più grezzo e ribelle che segna un passaggio dall’indie rock ad un rock’n’roll fatto di chitarre distorte ed amplificatori a palla, che suona decisamente più aggressivo. Un cambio di direzione o un ripercorrere la vecchia strada potremmo dire.
Ad aprire l’album è proprio il primo singolo estratto dallo stesso, “Living A Lie”. La sua intro quasi orchestrale, caratterizzata da archi e dalla voce soave di Ella McRobb, sembra quasi accompagnarti all’interno di un vecchio film per poi lasciare successivamente spazio alle chitarre ed alla voce decisamente più rock ed immediatamente riconoscibile del frontman Matt Thomson. Fin da subito, quindi, si può percepire una voglia di sperimentare con più generi e di abbandonare le sonorità più soft esplorate con il precedente “How Will I Know If Heaven Will Find Me?”. La successiva “Night After Night” conferma difatti il senso di urgenza del brano d’apertura e le sue chitarre suonano quasi come un’allarme. Dopo un breve intermezzo a cappella, “(Panic)”, che sembra quasi un omaggio ai Queen, arriva il singolo di spicco, “Pitch Black”, in cui è la chitarra di Chris Alderton a fare da padrona. Notevole difatti l’assolo presente all’interno del brano.
Segue la già citata “My Blood”, brano dal sound Royalbloodiano. Non a caso, come detto, vanta la produzione della band. Tra due intermezzi musicali troviamo invece “Wake Me Up”, forse tra i brani più britrock dell’album. L’inizio ricorda difatti forse un po’ gli Oasis. Sulla scia della traccia strumentale precedente nasce “Joe Nought A Gun”, brano che parte lento per poi scatenare tutta la sua furia verso la metà. I suoi riff si trasformano poi negli accordi di “Love Is A Dog From Hell”, altro singolo che aveva anticipato l’album. Il suo sound quasi hard rock viene ritrovato anche nella successiva “The Heat! Pt.2”, da cantare a squarciagola così come l’intro di “Heaven Now” che suona quasi come un inno. Chiude “Go All The Way”, un brano di oltre sei minuti e l’unica più vicino ad una ballad del disco.
Forse è proprio questo che manca a “21st Century Fiction”. C’è tanto rock’n’roll, ci sono tante chitarre dal sound grezzo, distorto e sporco, tanta batteria che picchia… Ma si sente la mancanza di momenti più introspettivi e malinconici, di brani solo piano e voce come “Palace”, di parentesi più pop. Sicuramente è un ottimo album rock, tuttavia, forse, nel complesso il precedente funzionava di più soprattutto a livello radiofonico.
In breve: 3/5
Tracklist
- Living A Lie
- Night After Night
- (Panic)
- Pitch Black
- My Blood
- (Shake Me Down)
- Wake Me Up
- (Intermission)
- Joe Bought A Gun
- Love Is A Dog From Hell
- The Heath! Pt.2
- Heaven Now
- Go All The Way
