Circa Waves – Death & Love, Pt. 1

Circa Waves – Death & Love, Pt. 1

Gennaio si è chiuso con l’uscita del nuovo album dei Circa Waves, “Death & Love, Pt.1”. Come si può evincere già dal titolo gli argomenti principali sono l’amore e la morte. Il disco, difatti, nasce da un’esperienza vissuta in prima persona dal frontman della band, Kieran Shudall. Quest’ultimo stava lavorando all’album precedente, “Never Going Under”, quando ha scoperto che l’arteria principale del suo cuore era gravemente ostruita dovendo di conseguenza sottoporsi ad un delicato intervento. “Death & Love, Pt. 1” è nato quindi dall’esigenza di elaborare quanto accaduto e, come detto dallo stesso Shudall, è un po’ come una sorta di “lettera per dire a me stesso che sarei rimasto”.

Il disco del quartetto di Liverpool suona quindi fin da subito come una rinascita. Già la sua copertina sembra essere in inno alla speranza. Questa raffigura dei fiori ed al centro uno squarcio in cui s’intravede un temporale. Immediatamente quindi sembra mostrare una dualità: una tempesta in bianco in nero che si trasforma in fiori colorati, una trasfigurazione di come far fiorire le ferite, di come queste possano guarire e come dal dolore possa nascere anche qualcosa di bello. Il nuovo lavoro dei Circa Waves è esattamente l’esempio di tutto ciò e con esso la band sembra ritrovare un po’ l’ottimismo e l’allegria dei primi tempi, che si era un po’ persa con il precedente “Never Going Under”. Ottimismo ed allegria che si percepiscono già dalle prime note dell’open track “American Dream”, dal ritmo incalzante che ricorda quasi quello di una marcia.

Seguono, in un crescendo d’intensità, i già noti singoli “Like You Did Before” e “We Made It”. Proprio quest’ultimo, che ha goduto di un ottimo successo radiofonico, sembra essere il più vicino al sound di “Young Chasers”, primo lavoro della band. Inoltre è il brano che maggiormente sembra racchiudere in sé il messaggio dell’album stesso: un inno alla vita, a non arrendersi. Già nel suo titolo “We Made It” (tradotto: “Ce l’abbiamo fatta”) sembra difatti invitare l’ascoltatore a non mollare. Il disco continua nella freschezza di canzoni dal sound ballabile come “Le Bateau”, “Let’s Leave Together” e “Everything Changed”. Non mancano brani che si discostano un po’ dal sound generale, come le sognanti ballad “Hold It Steady” e “Blue Damselfy” che strizzano un po’ l’occhio a sonorità sul dream pop e più d’atmosfera. Nonostante si percepisca una differenza con le altre tracce, comunque si mostrano ben amalgamate nell’insieme ed addirittura si guadagnano il titolo di migliori canzoni dell’album. Chiude “Bad Guys Always Win”, che forse poteva essere un po’ più incisiva.

Nel complesso, sebbene forse mancante di brani destinati a diventare vere e proprie hit, “Death & Love, Pt. 1” suona comunque come un album scorrevole, leggero, fresco, ideale da ascoltare in una giornata di sole e quando si necessita di un boost di buon umore. E’ ideale per chiunque sia nostalgico di sonorità tipiche dell’indie rock britannico anni 2000 come quelle dei The Wombats, Two Door Cinema Club, Razorlight, The Kooks e The View. Per chi vuole tornare ai tempi d’oro dell’indie sleaze in cui in classifica dominavano artisti di questo tipo è quindi un ottimo tuffo nel passato.

In breve: 3.5/5

Tracklist

1. American Dream
2. Like You Did Before
3. We Made It
4. Le Bateau
5. Hold It Steady
6. Let’s Leave Together
7. Blue Damselfly
8. Everything Changed
9. Bad Guys Always Win