I migliori album del 2025

I migliori album del 2025

Il 2025 è ormai quasi giunto al suo termine e, come sempre, si tende a fare una classifica degli album più attesi, chiacchierati ed ascoltati. Numerose sono state le uscite musicali nel corso dell’anno e selezionare quelle considerate le migliori non è stato per nulla semplice. Alla fine, però, comunque sono riuscita a scegliere i 10 album che maggiormente mi hanno accompagnata nel corso di questi dodici mesi e che, secondo me, hanno rappresentato al meglio questo 2025.

1. Korine – A Flame In The Dark
Korine - A Flame In The Dark

Il 2025 per me è stato senza alcun dubbio l’anno dei Korine. Il duo synth pop di Philadelphia composto da Morgy Ramone e Trey Frye ha pubblicato il suo nuovo album “A Flame In The Dark”, un album che mi ha accompagnata durante tutto l’anno e che può essere definito un vero e proprio gioiellino per gli amanti del genere. Con nulla da invidiare ai lavori precedenti, come dice stesso il suo titolo, “A Flame In The Dark” è una speranza non solo in un panorama musicale sempre più omologato e rarefatto ma anche nella vita stessa. I Korine, con la loro musica caratterizzata dal romanticismo malinconico dei loro testi maturi e profondi e dalle melodie ritmate ma allo stesso tempo nostalgiche, sembrano parlare direttamente all’anima. Il loro potere? Farti trovare quella ‘fiamma nella notte’ ed insegnarti a ballare anche sui problemi.

Brano consigliato: In Your Eyes

2. Sam Fender – People Watching
Sam Fender - People Watching

Quando Sam Fender e i War On Drugs s’incontrano può nascerne solo qualcosa di positivo. Il risultato è stato il terzo album in studio del cantautore britannico, “People Watching”, uno dei migliori dischi usciti nel 2025. Dopo due capolavori come “Hypersonic Missiles” e “Seventeen Going Under” replicare i risultati ottenuti non era una sfida semplice, tuttavia Sam c’è riuscito alla grande, confermandosi come uno degli artisti più interessanti del panorama alternative rock attuale. Un nuovo Bruce Springsteen? In questo caso il paragone non è per nulla azzardato. Nell’ultimo lavoro il musicista di North Shields si è difatti dimostrato capace di alternare ritornelli da stadio a sonorità più cupe e malinconiche, in una formula che suona a dir poco perfetta.

Brano consigliato: Crumbling Empire

3. Royel Otis – Hickey
Royel Otis - Hickey

Dopo un esordio a dir poco perfetto lo scorso anno con Pratts & Pain (eletto da Rockoon miglior album del 2024), non era semplice replicare il risultato ottenuto. I Royel Otis ci hanno difatti sempre abituati a livelli molto alti, tuttavia con “Hickey” sono riusciti a non deludere le aspettative trasformandosi da un gruppo underground ad un fenomeno decisamente più pop e scalando le classifiche. La tematica principale dell’album è la giovinezza, con un focus particolare sulle relazioni e sulle problematiche legate ad esse. I brani sono caratterizzati da un sound fresco ed immediato, forse un po’ meno grezzo rispetto ai lavori precedenti ma non per questo meno efficace. “Hickey” è sicuramente un album da ascoltare soprattutto in estate, in macchina o in spiaggia di notte, capace di creare quella magia e quella spensieratezza tipica soltanto dell’età giovanile.

Brano consigliato: More To Lose

4. Ekkstacy – Forever
Ekkstacy - Forever

“Forever” si presenta come una perfetta miscela di più stili, con influenze della new wave anni ’80 che si sposano alla perfezione con sonorità più attuali creando il sound caratteristico tipico di Ekkstacy. Si tratta perlopiù di ‘musica da camera’, scritta e pensata per un ascoltatore sensibile, riflessivo e sognatore. Brani più ritmati e dalle schitarrate quasi punk si alternano a ballad malinconiche e dalle atmosfere più cupe in cui Ekkstacy sembra trasportarci per mano tra le pagine del suo diario segreto. “Forever” è un album perfetto per chi vuole abbandonarsi ad i propri pensieri e cerca un tipo di musica più introspettiva. Le tematiche forti toccate, come l’amore, la perdita, la tristezza, possono portare l’ascoltatore ad interrogarsi sulla propria vita, a guardarsi indietro ma anche proiettarsi in avanti.

Brano consigliato: Seventeen

5. The Horrors – Night Life
The Horrors - Night Life

“The Horrors are never ending”, mai questa frase è stata più azzeccata. Dopo la perdita di alcuni dei suo membri fondatori un’altra band si sarebbe probabilmente fermata, i The Horrors hanno invece deciso di continuare e sono tornati con un nuovo album ed una nuova formazione. Il 2025 ha segnato quindi per la band una svolta, se non una vera e propria rinascita. Ancora una volta il gruppo ha cambiato pelle, confermandosi capace di spaziare tra più generi e di sperimentare. “Night Life” è un album decisamente eclettico così come i suoi autori, in cui si sente forse un po’ la mancanza della chitarra ma che comunque segna un grandioso ritorno sulle scene.

Brano consigliato: More Than Life

6. The Wytches – Talking Machine
The Wytches - Talking Machine

The Wytches possono definirsi una di quelle band underground per eccellenza, che non hanno mai ricercato la perfezione o la popolarità a tutti costi rinunciando così alla crudezza ed alla vera essenza della propria arte. In cinque album il gruppo è rimasto sempre sé stesso e con il suo nuovo lavoro “Talking Machine” sembra aver voluto un ritorno alle origini. Il disco, il primo registrato dal vivo su nastro analogico dall’esordio nel 2014 con “Annabel Dream Reader”, è caratterizzato da sound selvaggio, grezzo, vero, immediato ed istintivo. Se si è alla ricerca di brani grintosi e spavaldi, il nuovo lavoro dei The Wytches è sicuramente ciò che fa per voi.

Brano consigliato: Romance

7. Castlebeat – Revival
Castlebeat - Revival

Josh Hwang, noto con il nome d’arte Castlebeat, è forse una delle cose più belle accadute alla musica negli ultimi anni. Produttore, ideatore dell’etichetta discografica Spirit Goth e lui stesso musicista ed autore, vanta un progetto musicale che si sta facendo sempre più notare nel panorama musicale lo-fi e dream pop. Con “Revival” conferma il suo stile inconfondibile, che mescola sonorità vicine alla new wave ed alla dark wave al surf, al bedroom pop ed alla musica home-made. Un album in cui i synth fanno da padrone, che conferma ancora una volta il genio di Josh che sembra riuscire a non perdere mai il suo smalto.

Brano consigliato: Downtown

8. Spacey Jane – If That Make Sense
Spacey Jane - If It Makes Sense

Il 2025 è stato definitivamente l’anno del britpop eppure a pubblicare uno degli album migliori affini a questo genere è stata una band australiana. Nell’ultimo periodo, difatti, molti gruppi australiani si stanno facendo pian piano notare e gli Spacey Jane sono sicuramente fra questi. Dalle atmosfere sognanti ed immersive, “If That Make Sense” alterna chitarre dalle sonorità tipiche del british rock anni 90 a parentesi più malinconiche e dal gusto agrodolce. Insomma gli Spacey Jane sembrano davvero non sbagliare un album!

Brano consigliato: How To Kill Houseplants

9. The Raveonettes – Pe’ahi II
The Raveonettes - Pe'ahi II

Con “Pe’ahi II” i The Raveonettes è come se avessero voluto dare un continuo ad una storia iniziata molti anni prima e che, ancora, non si era conclusa del tutto. L’album, così come si può intuire già dal suo titolo, suona difatti un po’ come un’estensione del loro lavoro del 2014 “Pe’ahi”. richiamato sia nel sound che nelle tematiche affrontate. Le sonorità sono quelle tipiche dello shoegaze, caratterizzate da riverberi, voci soffiate ed atmosfere un po’ sognanti ma non mancano anche riff più rockeggianti. La band si conferma ancora una volta una delle più interessati della scena neo-gaze.

Brano consigliato: Killer

10. Biig Time – 200K
Biig Time - 200K

Probabilmente i più conosceranno Johnny e Matty Took per i loro progetti principali, ovvero i DMA’s ed i PLANET. Tuttavia i due fratelli hanno anche un side project che li vede uno accanto all’altro, chiamato Biig Time. Dopo la pubblicazione di alcuni singoli il 9 maggio il duo ha pubblicato il suo album d’esordio, “200K”. Il sound si discosta da quanto ci hanno abituato fino ad ora, le sonorità sono difatti meno britpop e più rock, la voce più bassa e distorta (in particolare quella di Johnny). Il disco suona come una celebrazione dell’amore tra fratelli, le cui voci sembrano completarsi a vicenda.

Brano consigliato: Bigger Than Nothing